21.04.12, h0:30


Tutte le cose belle finiscono e lasciano molte speranze in chi le ha vissute e progettate con cura. La qualità della collaborazione messa in campo da Cinzia, Caterina, Lauro, Marco, Fabio, Paolo, la passione sfoderata da ciascuno di loro, l’efficacia del metodo e lo spirito collaborativo hanno animato per tre giorni Let’s Co Lab. L’Officina della conoscenza che ha preso forma durante questa bellissima esperienza di “cattività collaborativa” ha già incontrato i primi estimatori, che chiedono di trasformare l’idea in progetto.
Anche Radio Tre Suite, nel corso della diretta di giovedì sera, aveva dedicato un piccolo spazio alla nostra iniziativa, qui brevemente ritratta quando si trovava ancora nel vivo dell’azione progettuale.

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20.04.12, h.16.10

Ci sono ormai solo pochi minuti a disposizione dei “collaboranti”. Enzo Rullani ha offerto il suo contributo e in questo momento i partecipanti stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli: la presentazione dei risultati dell’esperimento avrà luogo alle 18.

L’installazione vivente di Let’s Co Lab è pronta a fare ritorno in città per suggerire una nuova concezione dell’azione manageriale: aperta alla collaborazione, disponibile alla ridefinizione continua degli scenari, sensibile al valore della diversità. L’attività di calibro e confezionamento definitivo del metodo sta per avere inizio.

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19.04.12, h22:50


Al termine del secondo giorno di lavoro, il gruppo dei 6 “collaboranti” è stato raggiunto da Massimiliano Tarantino, responsabile della Comunicazione Corporate di Telecom Italia. Siamo riusciti a rubare qualche immagine, a registrare qualche frammento di parola – l’esperimento prosegue domani…

ps A proposito di innovazione, siamo anche stati tra i primi in Italia a servirci della stampante Twitter (ottimo esempio di Internet of things), che ha rivelato per intero il suo potenziale solo grazie all’intervento dell’Ovomaltina.

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19.04.12, h18.00

I sei protagonisti di Let’s Co Lab continuano a lavorare, collaborare e produrre tante idee per L’officina della conoscenza. La lavagna del Lab si riempie di parole, disegni, spunti e memo.
Per scoprire cosa è emerso durante questi primi due giorni di laboratorio, questa sera, alle 20.20, seguite Let’s Co Lab su Radio 3 Suite.

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19.04.12, h8:00

La prima giornata di lavoro di Let’s Co Lab si è chiusa con l’intervento di Isao Hosoe e Claudio Moderini, che hanno offerto un prezioso contributo progettuale ai 6 “collaboranti”. Quest’oggi sono previste nuove visite, mentre comincia a crescere la massa delle idee messe a fuoco dal gruppo.

Sin dal principio abbiamo immaginato che l’intervento degli esperti all’interno del Garage avrebbe offerto ai protagonisti di questo esperimento collaborativo un nuovo strumento di cui disporre per elaborare la proposta progettuale. A quanto pare l’impostazione funziona: interrompere la conversazione progettuale per “fare il punto” e mettere un esterno nelle condizioni di orientarsi e di offrire il proprio parere è parso di grande efficacia.

La Rete delle reti, cui Caterina Aicardi ha attribuito una singolare fisicità, sta crescendo e sta rendendo evidente la complessità che si genera non appena si accostano differenze professionali e personali. Anche l’Archivio degli scarti ha preso vita, a evidenziare la grande ricchezza di spunti progettuali che è possibile ottenere quando si applica un metodo adeguato al valore atteso.
Oggi si prosegue, dalle 14 alle 20: Cinzia, Caterina, Marco, Paolo, Lauro, Fabio faranno ritorno nel Garage – buon lavoro.

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18.04.12, h16:30

I tre manager e i tre creativi lavorano già da un’ora e mezzo. Gli schermi olografici si animano. La collaborazione tra professionalità diverse inizia a dare ottimi frutti.

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18.04.12, h14:00

60 minuti al via. Posizionati gli strumenti della collaborazione: un grande cartellone per gli appunti visivi, una rete di nylon per orientarsi nell nuove connessioni, carta elettronica e mattoni Lego Serious Play.
Let’s Co.

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17.04.12, h15:45

Preparativi nel Garage. Tre proiettori, uno per ciascuno dei valori generati: la rete delle reti, il cestino delle idee da riciclare, il processo che conduce al risultato. Ultimi ritocchi al metodo, 23 ore all’avvio dell’esperimento.

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17.04.12, h11:00

Ancora poche ore di libertà per i 6 protagonisti di Let’s Co Lab. Domani alle ore 15 aprirà il Garage di via Decembrio 28. Lauro Maffi, Marco Montoschi, Cinzia Ottaiano, Caterina Aicardi, Paolo Antonini, Fabio Rodaro prenderanno posto all’interno del laboratorio e cominceranno a progettare la loro Officina della conoscenza, visualizzando la “rete delle reti”, archiviando le “idee da riciclare”, servendosi di carta elettronica, mattoni di plastica, mappe organizzative, disegni. Noi li seguiremo da vicino, qualunque cosa abbiano intenzione di combinare…

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16.04.12

Questa mattina è stato deciso il titolo del progetto: Officina della conoscenza. Nelle intenzioni dei 6 protagonisti di Let’s Co Lab questo titolo evoca la compresenza del materico e dell’intangibile, del meccanico e del digitale. Al progetto è stato assegnato anche un eloquente sottotitolo:

L’intenzione è chiara e, ci pare, molto incoraggiante. Si tratta di esplorare un territorio che risulta ugualmente indifferente alle imprese e alle istituzioni, al privato e al pubblico, il territorio che separa i linguaggi, gli interessi, le competenze, le esperienze dei più giovani e dei più anziani. Si tratta di dare corpo a una “filosofia delle generazioni” che l’azienda è solita liquidare con l’uso di etichette, “neoassunti”, “pensionati”, e, più recentemente, “esodati”. Let’s Co Lab proverà a staccare le etichette e a vedere cosa c’è sotto. In attesa dell’esplorazione, ecco un fertile segnavia regalatoci da Leszek Kolakowski:

Ci sono due fatti che dobbiamo tenere presenti contemporaneamente: primo, che se le nuove generazioni non si fossero di volta in volta ribellate alla tradizione ereditata, vivremmo ancora oggi nelle caverne; secondo, che se la ribellione contro la tradizione ereditata diventasse un giorno universale, ci troveremo di nuovo nelle caverne.

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Trivioquadrivio frequenta gli incroci tra il mondo della cultura e quello del business da oltre 16 anni, attraversando i confini, contaminando le discipline, utilizzando la collaborazione tra le diversità come strumento d’innovazione. In occasione del Salone del Mobile 2012 e in collaborazione con CFMT – Centro Formazione Management del Terziario, Trivioquadrivio mette in scena un “laboratorio estremo” per sperimentare pubblicamente i vantaggi della collaborazione tra professionalità diverse.

Tre manager di esperienza e tre giovani di belle speranze abiteranno per tre giorni (18, 19, 20 aprile 2012) lo spazio Garage della sede di CFMT in Via Decembrio 28 a Milano: una vetrata separerà i partecipanti dal pubblico, che potrà osservare la collaborazione in azione: le sue dinamiche, le sue difficoltà, i suoi successi.

Tre schermi olografici trasparenti posizionati sulla vetrata aiuteranno gli spettatori a osservare da vicino l’evoluzione di questo laboratorio collaborativo, i cui esiti verranno analizzati attraverso tre punti di osservazione : il valore della rete (reti relazionali profondamente differenti che s’incrociano e si rafforzano reciprocamente); il valore degli scarti (idee rifiutate durante l’attività progettuale che vengono raccolte e riconfezionate in vista di un successivo riutilizzo); il valore del risultato (soluzioni conclusive che vengono condivise e offerte alla città).

Il valore della rete

La collaborazione tra diversi (per genere, competenza, esperienza, provenienza, passione, professionalità, interesse, appartenenza) non è solo incontro di singole persone, è soprattutto incrocio di reti relazionali, che consentono a ciascun membro del gruppo di comprendere le ragioni degli altri e di riconoscerne la provenienza. Questa comprensione e questo riconoscimento generano valore perché consentono di rafforzare i legami tra comunità diverse, che attraverso i propri “rappresentanti” hanno cominciato a parlarsi, a negoziare, a collaborare.

Il valore degli scarti

La cultura manageriale non è abituata a tornare sui propri passi: una volta concluso un progetto, se ne archiviano i file (anche quelli mentali) e si dimenticano i passaggi cognitivi e progettuali che ne hanno caratterizzato lo sviluppo. Al contrario, la cultura del design sa valorizzare il portfolio delle esperienze. I sei protagonisti del processo collaborativo che ha luogo nel Garage verranno condotti a riconoscere il valore degli scarti, ovvero di tutte le idee, gli spunti progettuali, le osservazioni, i microfallimenti cognitivi che non sono immediatamente funzionali al raggiungimento del risultato atteso, ma che possiedono un significativo valore quale patrimonio di riferimenti (condivisi e individuali) per il futuro.

Il valore del risultato

L’attività progettuale di gruppo che ha luogo nel Garage mostrerà che la collaborazione tra diversi consente di ottenere risultati più significativi dei risultati che si ottengono dal progetto individuale o dalla collaborazione tra uguali.

IL METODO

Il metodo per generare valore dalla collaborazione tra diversità (un metodo che Trivioquadrivio applica sin dalle sue origini) si ispira ai principi del design-driven management e si fonda su un semplice insieme di procedure e strumenti che rispondono a due linee guida fondamentali:

  • agisci sempre per moltiplicare le opzioni a disposizione della collettività;
  • non temere le differenze tra i collaboratori: maggiore la diversità, maggiore la fatica, maggiore il valore generato.