Da qualche tempo sentiamo parlare di agile manufacturing, evoluzione dei principi lean orientata a unire all’efficienza produttiva un potenziamento della capacità di rispondere con prontezza e flessibilità ai bisogni del mercato. Per essere insieme lean e agili è necessario “alzare la testa” rispetto all’operatività e saper alimentare con sollecitudine conversazioni aperte con tutti i propri stakeholder.

Rob Austin e Lee Devin, studiosi americani autori del testo Artful Making, hanno descritto questa capacità facendo riferimento a un particolare tipo di organizzazione, cioè quello delle pratiche artistiche e performative. In esse “design” e “manufacturing” si compenetrano costantemente, sostituendo alla logica della replicazione – tipica dei modelli di produzione industriale classici e ormai desueti – una continua reinterpretazione che rende quanto mai anacronistico il concetto di prodotto “finito”.

Particolarmente consonante con l’agile manufacturing è l’esempio della musica jazz, che basa l’interpretazione di ogni brano su un costante esercizio di reinvenzione e adattamento finalizzato a rispondere con innovazione e attenzione alle aspettative del proprio pubblico. In Trivioquadrivio amiamo la musica jazz e la usiamo da quasi dieci anni come metafora per ispirare le trasformazioni organizzative più audaci.

Se ti interessa capire come il jazz può essere utilizzato per alimentare una nuova cultura “agile” del manufacuring, scopri il nostro approccio Jazz for Business.