Appreciative Inquiry

Come avviare e sostenere un processo di cambiamento organizzativo che valorizzi l’ingegnosità collettiva?
Esiste una tecnica che ribalta l’usuale approccio al problem solving puntando non sul risolvere ciò che non va, ma sul valorizzare ciò che produce gratificazione, soddisfazione e valore per le persone e l’organizzazione
L’appreciative Inquiry parte dal presupposto che è l’uso che facciamo del linguaggio a determinare la nostra percezione della realtà lavorativa quotidiana: focalizzando diversamente l’attenzione dei gruppi di lavoro e spostandola dalla diagnosi al disegno, dalla critica al sogno, dalla negazione alla scoperta, dal problem solving all’apprezzamento di tutto ciò che è positivo, l’appreciative inquiry amplifica la potenza creativa delle conversazioni rendendole un concreto driver di trasformazione organizzativa.
L’appreciative inquiry è stata originariamente elaborata da David Cooperrider e Suresh Srivavsta del dipartimento di comportamento organizzativo della prestigiosa Case Western Reserve University e ha trovato applicazione in oltre 100 nazioni in innumerevoli contesti organizzativi.