Secondo lo studioso Nassim Taleb, celebre per aver previsto la bolla dei subprime prima che essa avesse luogo, viviamo in un’epoca caratterizzata da un cambiamento continuo e imprevedibile di fronte al quale è necessario coltivare un atteggiamento controintuitivo riassumibile in un’unica, inedita espressione: antifragilità.

Se l’acronimo VUCA (volatility, uncertainty, complexity, ambiguity) è oggi usato dai molti per provare a descrivere le caratteristiche dell’attuale contesto business, sono ben pochi a essere in grado di agirvi con un atteggiamento propositivo. È qui che entra in gioco l’antifragilità. Ma di che cosa si tratta?

Se alla fragilità corrisponde il massimo di debolezza rispetto ai forti cambiamenti che rischiano di mandarci in mille pezzi, robustezza e resilienza rappresentano la capacità di resistere agli shock rimanendo identici a se stessi. Ma, secondo Taleb, resistere non basta: l’antifragile sa fare di più, cioè accogliere positivamente l’incertezza uscendone diverso e migliorato.

Al discorso di Taleb può essere proficuamente raffrontata l’antica arte giapponese del Kintsugi, nata alla fine del 1400 per saldare con oro o altri metalli preziosi i frammenti di oggetti rotti a causa di un urto. L’oggetto restaurato dal Kintsugi porta con sé “cicatrici” che lo rendono più prezioso. Esattamente ciò che accade praticando l’antifragilità.

In Trivioquadrivio consideriamo l’antifragilità una fondamentale capacità da coltivare per le imprese contemporanee e per questo mettiamo a punto strumenti che possano allenarla. Fra questi il principale è Board of Business Change, una metodologia di confronto particolarmente indicata per affrontare collettivamente i primi passaggi di ogni grande cambiamento aziendale, sia esso di carattere organizzativo, culturale, procedurale o tecnico.

Board of Business Change si basa, proprio come l’antifragilità, su un principio apparentemente controintuitivo: mettere in primo piano gli aspetti critici del cambiamento per affrontare fin da subito quanto fa paura e appare problematico. Questo approccio realistico e concreto permette di mettere rapidamente in campo leve e azioni che permettano di affrontare il cambiamento con propositività rendendosi antifragili.

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