Software e hardware dell’apprendere

 

Guitar Zero (Penguin, 2012) è il nuovo testo di Gary Marcus, direttore del Center for Language and Music della New York University. Il titolo del libro si ispira alla popolare serie di videogiochi Guitar Hero, «divenuta famosa per l’utilizzo di una periferica a forma di chitarra, per simulare un musicista mentre suona musica rock, rappresentata sullo schermo da note colorate che corrispondono a dei pulsanti posti sul manico della chitarra» [Wikipedia]. Non ho avuto occasione di mettermi alla prova con questo gioco ma immagino possa essere divertente, soprattutto per chi non abbia mai preso in mano una chitarra, “suonare” Smoke on the water dei Deep Purple o Killing in the name dei Rage Against the Machine, brani must per qualsiasi amante del rock. Divertimento a parte, Guitar Hero offre spunti per una riflessione non banale su alcune dinamiche sociali. Per la precisione, un’analisi delle logiche base di questo software apre il campo a una lettura critica del modo oggi preponderante di guardare all’apprendimento.

(leggi tutto)

Richard Sennett e la cooperazione nel jazz

 

Appunti da una lezione-concerto

Ascoltare l’organizzazione. Un titolo, un monito, una necessità. E cos’altro? Confrontarsi con una metafora, purché accolta con la prudente attenzione di cui ogni nuovo punto di vista è meritevole, può stimolare il pensiero ad aprirsi a nuove prospettive. È una frequentazione votata all’esplorazione, in grado di ricondurre alla quotidianità accompagnati da sensazioni di meraviglia e sorpresa. O almeno questo è quanto accade nei casi più fortunati.

(leggi tutto)