Tutti i manager sanno che c’è una netta differenza tra grandi piani e grandi performance e sanno anche che una parte non trascurabile del valore delle strategie non si concretizza, non tanto per incapacità di implementazione, ma proprio perché il piano, in molti casi, risulta inadeguato sin dall’inizio.

Quello che Gorge Box, pioniere del controllo della qualità dei processi, diceva dei modelli, “sono tutti sbagliati, anche se qualcuno è utile”, può essere detto delle strategie. Pianificare è utile e necessario, a patto di non dimenticarsi la strutturale inadeguatezza di qualsiasi modello rispetto alla realtà.

L’approccio “plan then do” superato ormai da tanti anni da metodi più raffinati, aperti e flessibili non è all’altezza degli obiettivi delle organizzazioni d’impresa, eppure molte aziende persistono nel considerare la strategia una fase preliminare del lavoro anziché un processo continuo di apprendimento che riguarda tutta l’organizzazione.

Il cambio di passo che la rivoluzione dell’automazione offre e impone a quella che chiamiamo Industria 4.0, richiede, oggi, non tanto l’approvvigionamento di tecnologie abilitanti, ma soprattutto l’adozione di nuovi approcci alla governance, nuove pratiche manageriali e nuovi strumenti per assumere le decisioni strategiche, spesso al palo da qualche decennio, probabilmente da quando è stata acquistata in azienda la licenza di Micorsoft Power Point.

In un contesto in cui il vantaggio competitivo risiede nella capacità di interpretare e sfruttare i cambiamenti, una buona strategia vale molto poco se non diventa l’oggetto stesso del lavoro di ogni addetto dell’organizzazione. È giunto il tempo per le imprese italiane di avviare un percorso di sviluppo che vada oltre l’acquisto di macchinari e metta al centro il rinnovamento delle competenze e delle pratiche lavorative.

Per aiutare le organizzazione d’impresa a fronteggiare questa sfida di rinnovamento Trivioquadrivio ha messo a punto un innovativo strumento organizzativo che facilita la pianificazione strategica abilitando comprensione, responsabilità e coinvolgimento.

Mapps mira a trasformare il cambiamento organizzativo in una occasione di apprendimento per ogni persona coinvolta. Utilizzando il linguaggio metaforico della geografia la metodologia permette di configurare le sfide organizzative come una roadmap da utilizzare come strumento vivo di interpretazione del contesto e di orientamento della pratica lavorativa.

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