È abitudine consolidata, nella stragrande maggioranza delle pratiche di cambiamento aziendale, concentrarsi anzitutto sugli elementi dell’organizzazione attuale percepiti come più distanti dal risultato futuro cui si intende volgersi. In questo modo, il presente viene considerato come un mero oggetto di un’attività di problem solving: «concentriamoci su quello che non va, per cambiarlo».

E se esistesse un altro approccio? Questa domanda deve certamente aver animato le discussioni che verso la fine degli anni ’80 si sono sviluppate all’interno del dipartimento di comportamento organizzativo della prestigiosa Case Western Reserve University (CSW) di Cleveland, Ohio. In un articolo del 1987, i due docenti CWS David Cooperrider e Suresh Srivastva hanno posto le basi per un nuovo approccio al change management basato, invece che sul problem solving, sulla valorizzazione dei tratti positivi dell’organizzazione.

Con particolare riferimento al pensiero del grande studioso di management Peter Drucker, i due docenti hanno iniziato a costruire un diverso modo di guardare al cambiamento organizzativo, basato sull’identificazione condivisa di un “core” organizzativo positivo sul quale fare perno per avviare un cambiamento in grado di essere a tutti gli effetti trasformativo e inclusivo per l’intera organizzazione.

L’inedito approccio ha preso il nome di Appreciative Inquiry e, nel tempo trascorso da allora a oggi, è diventato uno dei “classici” del change management, con una lunghissima lista di “case study” di successo che attraversano i confini tra le diverse industry aziendali.

In relazione alla proprio impegno per il change management, in coerenza con l’utilizzo di strumenti che possano confermare la propria missione di “laboratorio di ingegnosità collettiva” e non da ultimo anche in riferimento all’attuale scarsa diffusione dell’approccio in Italia, Trivioquadrivio ha deciso di inserire l’Appreciative Inquiry fra gli strumenti che è in grado di offrire ai propri interlocutori organizzativi.

Queste prime riflessioni rappresentano l’avvio di una serie di articoli sull’Appreciative Inquiry che guideranno, nell’autunno 2018, il nostro lancio ufficiale di questo potente approccio per il cambiamento organizzativo.

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