Come diventare una impact driven organisation

Nel loro libro “Frugal Innovation. How to do more with less“, che abbiamo tradotto e diffuso in Italia, Jaideep Prahbu e Navi Radjou sostengono che per molti anni le aziende hanno prestato attenzione alla sostenibilità e all’impatto come parte della loro responsabilità sociale di impresa soltanto a parole. Questo è in parte vero tuttora anche se è sempre più evidente l’emergere di una nuova sensibilità. Diversi fattori hanno recentemente avviato un processo di adozione di approcci e metodi più adeguati alle istanze poste dalla sostenibilità: la sempre più evidente scarsità di risorse, un’attenzione crescente delle comunità di riferimento per le soluzioni ecosostenibili e salutari, leggi sempre più precise e innovative, una sensibilità sempre maggiore per il tema accelerata da alfabeti globali comuni come gli SDGs.

Nel momento in cui la sostenibilità e la sensibilità per l’impatto entrano all’interno delle strategie aziendali, è necessario cambiare il significato che le aziende attribuiscono a questi elementi, andando oltre le singole attività per integrarsi progressivamente al business. L’economia circolare e l’economia della condivisione sono figlie e testimonianze efficaci di questo approccio che lega in modo indissolubile sostenibilità e profitto.

Nel 2015 abbiamo presentato il nostro approccio alla sostenibilità al sistema finanziario italiano attraverso la ricerca commissionataci dall’ABI – Associazione Bancaria Italiana “Sustainability is good for business”. Questa ricerca proponeva sin da allora di tenere insieme tre elementi: strategiastrumenti e persone. È un approccio che assume che la sostenibilità non possa essere soltanto una certificazione ma anche e soprattutto un processo costante che unisce scelte, dati, cultura e azioni reali.

Strategia. In che modo la sostenibilità si integra nella visione di un’organizzazione? Quali sono le conseguenze nella governance? La sostenibilità, e la radicale trasformazione nel processo di progettazione che essa genera, impone un profondo cambiamento culturale e una nuova organizzazione aziendale. Se le organizzazioni intendono generare un impatto positivo e sostenibile, occorre avviare processi di assimilazione di un nuovo mindset orientato alla sostenibilità.

Strumenti. È importante dotarsi di strumenti flessibili e di facile utilizzo che consentano di misurare l’impatto generato e commisurarlo, ove possibile, con gli standard di un settore di riferimento. La data generation consente di avviare anche attività di information dissemination all’interno e all’esterno dell’organizzazione. Ancora più importante però, oltre agli strumenti, è il passaggio a un approccio impact driven, che prende dunque il via dall’impatto che si intende generare e procede a ritroso nel definire gli outcomes, le azioni da fare, gli stakeholder da coinvolgere e le risorse da destinare.

Persone. Per essere sostenibili nei fatti, occorre porre le persone nelle condizioni di offrire un contributo originale e di sviluppare piani personali di generazione di impatto positivo. Affinché ogni azienda possa godere dei benefici che l’ingegnosità collettiva può generare sul proprio business è necessario rispettare due fattori: il senso di appartenenza, che si arricchisce della visione dell’impatto che l’organizzazione intende generare, lavorando quindi sui fronti delle competenze, delle conoscenze e dell’approccio al lavoro, e la fiducia. Quando si stimola l’ingegnosità collettiva dei collaboratori, si ottiene innovazione e l’organizzazione è sulla giusta strada per divenire una impact driven organisation.

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