Come fronteggiare la complessità in azienda

Per raggiungere lo scopo di essere abili ad attraversare i confini dei saperi abilitando l’innovazione che si crea proprio nelle pieghe degli intrecci della complessità organizzativa, i manager e gli imprenditori hanno buoni motivi per sviluppare il talento dell’improvvisazione. Saper improvvisare significa risultare capaci di offrire risposte adatte a domande che non erano ancora state poste. L’improvvisazione può essere creativa o progettuale: la prima consiste nel riconoscere istantaneamente collegamenti ignoti tra elementi noti; la seconda pone chi improvvisa nelle condizioni di servirsi di risorse esistenti e apparentemente superflue per escogitare soluzioni subottimali ma adatte a superare le difficoltà.

Ripartiamo da qui e dall’approfondimento sulle pratiche da adottare per abitare la complessità, affrontate nell’articolo di settimana scorsa, per proseguire nell’esplorazione di quelle che in Trivioquadrivio consideriamo essere ulteriori pratiche da adottare per essere bravi manager e imprenditori della propria complessità organizzativa.

Apprezzare la frugalità
L’approccio frugale all’innovazione trasforma ciascun addetto in un potenziale creatore di soluzioni a costi contenuti, a condizione che la totalità degli addetti venga posta nelle condizioni di attraversare con una certa libertà i confini organizzativi, travalicando le divisioni interne. Questo perché sono proprio il movimento e la volatilità a favorire la generazione di valore e manager e imprenditori volatili, ovvero capaci di passare a una divisione all’altra dell’organizzazione, sono decisamente in grado di creare legami imprevedibili tra le risorse disponibili.

Ancorarsi alla tradizione
L’ancora è un immagine particolare perché suggerisce bene la coappartenenza di fenomeni apparentemente distinti. Mentre assicura una sosta tranquillizzante, l’ancora impedisce il viaggio. Per proseguire occorre levare l’ancora ma solo temporaneamente perché non c’è viaggio che possa svilupparsi senza soste. L’ancora, pertanto, fondere il movimento e compensa il cambiamento, mostrando che la comprensione di ciò che muta è subordinata alla consapevolezza di ciò che sta. I manager e gli imprenditori in grado di abitare la complessità appartengono a un passato da cui cercano di emanciparsi senza l’urgenza di cancellarlo.

Disporsi alla complessità
In un sistema complesso, solo una parte del problema potrebbe risultare definibile mentre altre parti rimangono indefinibili. Il know how disponibile non è sufficiente perché il contesto è instabile e il risultato è imprevedibile. Questo porta a una necessità di adattamento continuo e sperimentazione poiché il cambiamento imprevisto diventa norma.

Costruire modelli e giocarci
Se assumiamo la complessità come la nostra condizione esistenziale, comprendiamo perché molti di noi subiscono il fascino delle cose semplici. In un universo complesso, la semplicità è la condizione più difficile da raggiungere, perciò la semplicità è preziosa. Trasformare la complessità in semplicità è un’attività molto complicata ma è anche un compito fondamentale. Per fronteggiare la complessità e destreggiarsi nell’ambiguità, i manager e gli imprenditori allenati sono in grado di costruire modelli del mondo a due o tre dimensioni e invitano i compagni di strada a giocare con essi, costruendo conoscenza alta e utile per l’organizzazione.