Come funziona un “gioco serio”? LEGO® Serious Play e la collaborazione 2.0

Il gioco istituisce un ambito del “come se” all’interno del quale può prendere forma una diversa versione della realtà, riveduta e corretta alla luce di immaginazione e creatività. Solitamente pensiamo soprattutto ai giochi rivolti a bambini e ragazzi, laboratori di fantasia e sperimentazione che aiutano a imparare come funziona il mondo uscendo per un momento da esso e rientrandovi da una diversa “finestra” creativa. Ma esistono giochi che permettono anche agli adulti di applicare un più ricco senso del possibile a contesti in cui la norma e l’abitudine tendono a inibire il pensiero divergente e l’innovazione. Fra questi “giochi seri” spicca Lego® Serious Play®, la cui dimensione del “come se” è quella di una collaborazione amplificata rispetto a quella che caratterizza la quotidianità lavorativa. Grazie all’uso di mattoncini Lego®, la metodologia mette a disposizione di gruppi e organizzazioni un potente acceleratore delle dinamiche di pensiero, espressione, confronto e decisione: una vera e propria “collaborazione 2.0”.

 

Lego® Serious Play® è un gioco serio che abilita un contesto relazionale in cui si è chiamati ad assumersi, personalmente e di conseguenza a livello collettivo, la responsabilità di una collaborazione aperta, trasparente e democratica. Grazie alla metodologia, tutti hanno un uguale diritto di parola e un altrettanto pari dovere di veicolare tramite essa un punto di vista, il più possibile preciso e puntuale, che arricchisca la conversazione mostrando qualcosa che prima non si vedeva con chiarezza. Come può accadere tutto questo? Le regole del gioco impongono che l’espressione faccia perno su una mediazione sensoriale che solitamente nel mondo del lavoro risulta sopita, vale a dire quella che passa attraverso le mani.

 

Non bisogna farsi trarre in inganno dall’uso dei mattoncini tipico dei kit Lego® in commercio: in Lego® Serious Play® non ci sono istruzioni da seguire in vista di un risultato predeterminato né tantomeno riconoscimenti per il modello esteticamente più “bello”. Il mattoncino viene usato come supporto fisico per la riflessione su temi e concetti relativi al proprio contesto lavorativo. Che differenza c’è fra il descrivere semplicemente a parole e in modo astratto il proprio lavoro (come solitamente facciamo) e raccontarlo attraverso una sua rappresentazione tridimensionale? L’attivazione sensoriale delle dita innesca un inedito “pensare con le mani” che fa sì che ogni persona coinvolta riesca a liberare potenzialità creative, immaginative ed emotive che nelle usuali occasioni di confronto non vengono nemmeno prese in considerazione. Pensare con le mani significa concedersi l’opportunità di scoprire che il proprio punto di vista può essere veicolato in un modo molto più ricco di quello che ci offrono le parole che usiamo tutti i giorni.

 

Costruire con mattoncini Lego® e racontare i propri artefatti fa sì che ogni persona coinvolta un processo di confronto possa utilizzare un linguaggio inedito basato sulla metafora e sul simbolo, uno degli elementi cruciali del mondo del gioco. Questa rivoluzione espressiva raggiunge immediatamente più scopi: abbattere barriere cognitive e linguistiche dando pari importanza a ogni opinione condivisa; uscire dalle “gabbie mentali” che caratterizzano le normali occasione di confronto in ambiti lavorativi; velocizzare i processi di messa alla prova delle diverse opinioni in campo, con una sorta di “prototipazione rapida” del pensiero. Nei termini che amiamo usare in Trivioquadrivio, Lego® Serious Play® istituisce, all’interno di qualsiasi gruppo e di fronte a molteplici temi di lavoro, un laboratorio di ingegnosità collettiva capace di fare la differenza.

 

Dario Villa

Dall’emporio

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