La sostenibilità è un percorso nella complessità

Sustainability is good for business è il messaggio che Trivioquadrivio sostiene da anni grazie a ricerche, percorsi di apprendimento organizzativo, consulenze strategiche, interventi formativi e strumenti di facilitazione introdotti e strutturati all’interno di molteplici organizzazioni di impresa. Che la sostenibilità faccia bene al business è anche quanto era già emerso durante il XI Forum CSR organizzato da ABI – Associazione Bancaria Italiana, l’evento annuale per declinare e approfondire le tematiche vicine alla Responsabilità Sociale d’Impresa a partire dalla realizzazione di un nostro dossier.

I percorsi di realizzazione di strategie orientate alla sostenibilità sono al centro di una rinnovata attenzione da parte delle organizzazioni di impresa, sollecitate da trend e framework di lavoro riconducibili a più fonti, alcune delle quali in rapida evoluzione. A guidare questa attenzione sono diverse funzioni dell’azienda, che sono destinate a convergere sempre di più nella definizione di una direzione sostenibile che coinvolga l’intera organizzazione, in risposta alla complessità dei problemi del mondo e delle prese di posizione da parte di un mercato nel quale è importante definire una propria reputazione.

Per avviare in modo opportuno un percorso verso una sostenibilità che faccia bene al business, crediamo sia importante affrontare tre questioni.

L’approccio culturale. La complessità delle sfide e dei problemi che caratterizzano il mondo ha accelerato un’evoluzione nell’approccio che i decisori possono dimostrare nei confronti delle tematiche della sostenibilità, superando uno scetticismo che in passato poteva risultare contagioso persino per coloro che nella sostenibilità credono da sempre. Poiché viene generato da stereotipi culturali, lo scetticismo può essere sconfitto solo servendosi di strumenti culturali. Gli stessi strumenti con cui diffondere in modo pieno una cultura piena e radicale della sostenibilità in azienda. Detto altrimenti: non bastano i numeri, occorre la consapevolezza. Senza volerlo, la cultura della sostenibilità ha rafforzato il meno fondato di questi stereotipi, secondo il quale la sostenibilità è una istanza di natura principalmente sociale. È vero invece che il numero di persone in tutto il mondo intenzionate ad acquistare unicamente prodotti e servizi socialmente e ambientalmente sostenibili sta crescendo in modo inequivocabile. E si tratta di una tendenza destinata a crescere.

Il legame con la fiducia. Al pari di asset più tradizionalmente e attentamente considerati rilevanti dagli attori economici, come la terra, il capitale, la conoscenza, le materie prime o le risorse naturali, anche la fiducia rappresenta un bene fondamentale. La fiducia si genera attraverso la capacità, protratta nel tempo, di compiere scelte sostenibili. Detto altrimenti, la sostenibilità è il principale fondamento degli affari, soprattutto di quelli finanziari. Lo è per ragioni che sono risultate del tutto evidenti per lungo tempo e che, recentemente, si sono fatte meno evidenti. Per capire perché la sostenibilità rappresenta un fattore economico ancora prima che sociale, è sufficiente osservare la pratica del sollevamento pesi. Le robuste gambe ben piantate al suolo, concentrato e consonante col proprio respiro vitale, il sollevatore compie uno sforzo supremo, che gli consente di sollevare il bilanciere con le braccia e di condurre un peso quasi disumano al di sopra del proprio capo, mantenendovelo per pochi istanti. Subito dopo il gesto del sollevamento, il peso viene lasciato cadere, così che il bilanciere e il suo corposo grave possano piombare verso il pavimento. Per quanto bene allenato, un corpo umano può sostenere 473 kg a braccia tese sopra la propria testa? La risposta è sì, ma solo per pochi secondi.

Il tempo e gli strumenti. Quanto a lungo debba essere sostenuto il peso durante la prestazione atletica del sollevamento pesi, lo stabiliscono i giudici, che osservano e valutano l’esercizio. Il giudice della sostenibilità economica è il mercato. La domanda chiave (che è anche la chiave per capire perché la sostenibilità fa bene al business) è la seguente: per quanto tempo una scelta deve sapersi dimostrare sostenibile? Per qualche ora, il tempo di far aumentare d’improvviso e vertiginosamente la quotazione del titolo in borsa? Per qualche mese, il tempo necessario a far apprezzare agli analisti finanziari la trimestrale? Per qualche anno, il tempo che occorre a sviluppare un progetto d’impresa coraggioso e perseverante? Per qualche secolo, il tempo che impiega una infrastruttura in cemento per smaltirsi nel terreno, o un atomo di uranio per dissolversi nell’atmosfera? Vi è una temporalità intrinseca in ogni scelta di business che implica una intrinseca sostenibilità delle conseguenze derivanti dalla scelta.

Che non fosse una buona idea sforzarsi di sollevare un oggetto che pesa significativamente più del proprio corpo (o dare vita a un affare di dimensioni che eccedono di varie misure il proprio fatturato), è stato chiaro a tutti da sempre. Oggi non lo è più. Se oggi non è ancora chiaro a tutti che le scelte di business devono essere sostenibili, pena il fallimento del business, lo dobbiamo paradossalmente a un tema di architettura organizzativa, che rischia di relegare le funzioni e le attività di sostenibilità a specifici uffici. Come se fosse razionalmente sostenibile che la sostenibilità delle scelte potesse riguardare solo un ristretto numero di addetti ai lavori. Non è chiaramente così. Benché qualcuno possa avere l’impressione che sono solo le braccia del sollevatore a sostenere il bilanciere, in realtà a venire compromesso dal tentativo di sostenere più dell’opportuno è tutto il corpo dell’atleta. In alcuni casi, quando la sproporzione tra tentativo e risorse personali è eccessiva, la salute stessa dell’atleta viene compromessa, e a volte viene meno persino la sua sopravvivenza. Per capirlo non è necessario accumulare evidenze quantitative (show me the figures!), è sufficiente un po’ di buon senso. Quel buonsenso che comincia a verificarsi in quelle organizzazioni di impresa che grazie a visione, strumenti e persone stanno inserendo loro stesse in un percorso di allenamento orientato a una piena sostenibilità.

Dall’emporio