L’àncora: uno strumento utile al cammino

L’immagine dell’àncora suggerisce bene la co-appartenenza di fenomeni apparentemente distinti.

 

Mentre assicura una sosta tranquillizzante, l’àncora impedisce il viaggio. Per proseguire l’avventura, occorre levare l’àncora. Temporaneamente. Perché non c’è viaggio che possa svilupparsi senza soste.

 

L’àncora pondera il movimento e compensa il cambiamento. L’àncora mostra che la comprensione di ciò che muta è subordinata alla consapevolezza di ciò che sta.

 

Lo zainocrate (colui che si contrappone professionalmente al burocrate) appartiene a un passato da cui cerca di emanciparsi senza l’urgenza di cancellarlo. Conosce la traiettoria dei padri e riconosce in essa la propria ancorante provenienza, ma non accetterebbe mai di installarsi comodamente in quel solco, come fanno volentieri i burocrati.

 

L’ancoraggio alla tradizione che lo zainocrate avverte è insieme doveroso e fertile: si alimenta la continuità in un contesto dove tutto muta, ci si nutre di un passato che si fa presente attraverso l’originalità della traduzione.
L’àncora offre allo zainocrate la sicurezza nel cammino, non nella permanenza.

 

Da: “Zainocrazia”, L.Previ, 2017

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