Le pratiche da adottare per abitare la complessità

Il nostro tempo è caratterizzato da quattro spiccate caratteristiche: volatilità, imprevedibilità, complessità e ambiguità. Questo ci ricorda che le cose si muovono con maggiore libertà e seguono traiettorie incerte che non ricordano il passato ma disegnano un futuro ricco di imprevisti. Quando il mondo si muove più rapidamente, le sfide per imprenditori e manager hanno a che fare con la generazione di fotografie nuove e sempre aggiornate che ci permettano di inquadrare e intuire la direzione di questi movimenti e di riuscire a trovare un senso e un valore.

Tuttavia, più le istantanee si infittiscono e meno risultano affidabili le informazioni che veicolano. Per questo motivo in Trivioquadrivio riteniamo che sia importante adottare alcune pratiche fondamentali per abitare con profitto la complessità organizzativa del nostro tempo. Con questo articolo, cominciamo ad affrontare le prime quattro pratiche. Settimana prossima affronteremo le altre quattro.

Offrire e richiedere feedback
Nella nostra specie, l’istinto ha lasciato posto all’intenzione. L’adattamento è governato da intenzioni di singoli e di gruppi. Poiché non esiste una linearità meccanicistica tra intenzione e azione, la comunità degli esseri umani è dotata di meccanismi di feedback: comprendo le tue intenzioni a partire dalle tue azioni e, per aiutarti a confermare la tua volontà o a correggere il tiro, ti dico subito quale effetto viene generato su di me dalle tue azioni. Se il feedback viene meno, si genera la catena dei fraintendimenti. Se prima era possibile prestare poca attenzione alla rilevanza dei feedback, ora stiamo imparando e accettando che la realtà non è complicata bensì complessa e quindi occorre essere più sensibili ai feedback. Non è facile mantenere alta l’intenzionalità dei feedback ma è l’unica strada per contribuire al rafforzamento del collante sociale, la fiducia.

Favorire la circolazione della fiducia
La fiducia non si crea, si scambia attraverso incontri, relazioni e scontri. L’esperienza non si può creare unilateralmente e non si trova in una delle parti, bensì nel mezzo. Favorire la circolazione di fiducia è determinante per la coesione comunitaria. La fiducia è sempre a rischio perché si fonda su dinamiche ineffabili, impossibili da controllare appieno ed esposte al costante rischio del fraintendimento. Conservare un atteggiamento di apertura vigile è fondamentale: apertura, perché occorre muovere sempre dal presupposto che l’altro meriti la nostra fiducia e quindi porgere la nostra; vigile, perché non si deve dare per scontato che l’altro comprenda le nostre buone intenzioni.

Restare in superficie
Muoversi di continuo e attraversare con insistenza saperi e discipline appare poco affidabile agli occhi di chi preferisce una maggiore stabilità professionale ed esistenziale. Tuttavia, la stanzialità culturale rende i maggiori esperti poco capaci di dialogare con coloro che si trovano al di fuori della provincia di pertinenza. È utile ricordare che è invece proprio sui confini che mutano linguaggi e riferimenti e si produce innovazione. Per questo motivo, occorre una superficialità ricca di leggerezza per attraversare i confini che ostacolano il nomadismo.

Improvvisare
Per raggiungere lo scopo di essere abili ad attraversare i confini dei saperi, i manager e gli imprenditori che sanno abitare la complessità sono in grado di sviluppare il talento dell’improvvisazione. Questa attività porta a frequentare contemporaneamente diverse aree, offrendo il proprio contributo a più progetti simultaneamente. Saper improvvisare significa risultare capaci di offrire risposte adatte a domande che non erano ancora state poste. L’improvvisazione può essere creativa o progettuale: la prima consiste nel riconoscere istantaneamente collegamenti ignoti tra elementi noti; la seconda pone chi improvvisa nelle condizioni di servirsi di risorse esistenti e apparentemente superflue per escogitare soluzioni subottimali ma adatte a superare le difficoltà.

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