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Da qualche settimana le nostre giornate lavorative si articolano in una successione più o meno affollata e ordinata di conference-call che intervallano le attività di fronte allo schermo del computer. La fatica che avvertiamo a fine giornata non è legata solo alla cattiva postura.

Nei giorni passati, insieme ai colleghi di Trivioquadrivio abbiamo interpellato un cospicuo gruppo di persone professionalmente prossime al nostro gruppo di lavoro per affinare lo sguardo sul contesto che attende la nostra ripartenza. La risposta più comune e perentoria che abbiamo ricevuto ci parla della difficoltà di tradurre quello che si faceva in presenza a distanza.

Oltre alla tutt’altro che inaspettata richiesta di ripristino delle relazioni personali, dal punto di vista organizzativo il tema del lavoro a distanza mostra, oggi in modo più evidente, un fenomeno trasformativo, cominciato prima dell’emergenza e probabilmente con noi per qualche tempo a venire. Il tema della distanza, e quindi la riconfigurazione del paradigma lavorativo della presenza, favorito dalla tecnologia e imposto dalle recenti condizioni di necessità, si accompagna a altri due fenomeni di più ampia portata che mettono in crisi molti riferimenti tradizionali sulla base dei quali si è configurata l’organizzazione d’impresa moderna: la complessità dello scenario economico e il cambiamento continuo e sistematico delle condizioni.

Queste tre caratteristiche del “nuovo” ambiente professionale, impongono di ripensare tre assunti di base su cui si fonda l’organizzazione del lavoro e il ruolo tradizionalmente assegnato al capo. Lavorare in un contesto sistematicamente interconnesso, in rapida e continua trasformazione, che prescinde dalla compresenza fisica dei colleghi, rende infatti più difficile realizzare tre ambizioni cui è votata buona parte dell’attività manageriale: l’ordine, la previsione e il controllo. Per preservare l’efficacia dell’azione collaborativa serve ripensare gli strumenti e le pratiche che disegnano i nuovi ruoli all’interno dell’organizzazione.

Coloro ai quali è assegnata la responsabilità di gestire un gruppo di lavoro si trovano a dover fronteggiare una profonda ambiguità resa più evidente della distanza che caratterizza le nuove modalità di lavoro: da una parte il compito e la difficoltà di indicare la rotta in uno scenario voltile e sfumato; dall’altra la necessità di abilitare un’esplorazione autonoma e valorizzare il contributo originale delle persone con cui lavorano. Questa apparente divergenza, se letta in modo statico, sotto l’egida di un troppo semplice pensiero binario, presenta al capo queste istanze come alternative, promuovendo nei fatti una tentazione di ripristino comune in momenti di emergenza: schiacciando la pratica manageriale su decisioni sbrigative, gerarchiche e direttive, sopperendo alla mancanza di controllo con la rigidità delle istruzioni e, così, sprecando una buona parte del contributo intelligente necessario per rispondere, oggi più di ieri, alle sfide del contesto competitivo.

Per mantenere intatta l’efficacia professionale del gruppo di lavoro, dobbiamo invece interpretare questa opposizione come un processo dialetticouno scambio continuo all’interno del gruppo fatto di continui adattamenti in cui a indicazioni chiare e essenziali rispetto agli obiettivi viene offerta dai colleghi una risposta autonoma e responsabile. Per alimentare questo flusso c’è bisogno di aggiornare le dinamiche che regolano la collaborazione sostituendo alla ricetta tradizionale dell’organizzazione due ingredienti essenziali: la fiducia e la responsabilità che prendono il posto di un logoro controllo e una lasca esecuzione dei compiti.

In Trivioquadrivio e nella sua scuola, HI!ACADEMY, ci occupiamo di supportare le organizzazioni impegnate in un processo di aggiornamento e adeguamento delle pratiche e dei modelli manageriali finalizzato a conciliare istanze divergenti, la cui amalgama è necessaria per affrontare le sfide di un contesto complesso. Per arricchire la dotazione manageriale che serve a interpretare un nuovo ruolo di guida e abilitazione abbiamo in questi anni messo a punto diversi percorsi di sviluppo e metodologie. Una di queste, MAPPS®, è uno strumento di orientamento organizzativo pensato per facilitare la condivisione degli obiettivi e il confronto sistematico sulla strategia.

Ad esso ho dedicato un libro edito da LSWR e intitolato “Orientarsi nella complessità” che uscirà nelle librerie il 4 di giugno e si propone di offrire una guida essenziale e una soluzione praticabile a quanti saranno chiamati nei prossimi giorni a dare nuova forma al proprio ambiente lavorativo sperimentando nuove pratiche di collaborazione.

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