Riscoprire il piacere di imparare a scuola

Prima che andare a scuola diventasse un obbligo, gli umani adoravano imparare. Non che ora lo detestino, semplicemente le cose che stanno loro più a cuore leimparano lontano da scuola.

 

Prima che andare a scuola diventasse un obbligo, gli umani adoravano imparare. Non che ora lo detestino, semplicemente le cose che stanno loro più a cuore le imparano lontano da scuola.

 

Tra le molte istanze cui la scuola risponde, ne riconosco una che mi pare sarebbe bello far prevalere (non necessariamente giusto o opportuno, proprio bello): la scuola serve a rafforzare il desiderio di apprendere, che va considerato il tropismo distintivo della specie umana.

 

Perché la scuola rinnovi questa capacità seduttiva, ciascuna infornata d’insegnanti dovrebbe tornare a porsi la domanda fondativa, “perché fare scuola?”, e declinarla in modo consonante rispetto ai tempi che si vivono: “è ancora necessaria la scuola obbligatoria e universale?”, “cosa è opportuno insegnare a scuola?”, “di quale scuola hanno bisogno i nostri figli?”.

 

Se queste domande non vengono rinnovate di generazione in generazione, aumenta il rischio di trasformare la scuola in un apparato burocratico che si sforza di custodire l’ordine del passato. Una specie di gendarme delle norme, che conosce il regolamento e ne impone il rispetto, senza più ricordare perché.

 

Da: “Rivoluzionare la scuola con gentilezza. Idee e proposte didattiche per vincere una delle maggiori sfide del XXI secolo”, A. Giannelli estratto a cura di L. Previ

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