Scelte di campo

Il mondo è un luogo avventuroso, mutevole e imprevedibile. Il suo riflesso economico è complesso non meno delle altre espressioni dell’agire umano. A lungo abbiamo reclamato la presenza di un essere razionale, una finzione chiamata homo oeconomicus, cui attribuivamo la capacità di semplificare la realtà agendo in modo congruente con le proprie previsioni. Sebbene questa figura leggendaria sia passata di moda le è rimasto affidato il governo delle organizzazioni.

Le imprese, tuttavia, sono molto più interazione e imprevedibilità di quanto non siano causa ed effetto. E l’eccessiva semplificazione del modello mostra oggi la sua inadeguatezza di fronte alla necessità sempre più frequente di fronteggiare situazioni impreviste da chi dirige processi e persone. Per sopravvivere e prosperare, oggi più di ieri, le aziende si avvantaggiano di un’altra capacità umana, alternativa alla previsione, che dà il suo meglio quando esercitata collettivamente: la capacità di adattarsi e apprendere con rapidità per fronteggiare situazioni impreviste. In questo scenario ogni persona rappresenta per l’organizzazione un prezioso giacimento di opzioni disponibili, di punti di vista, soluzioni originali e strategie alternative, in grado di moltiplicare in modo esponenziale le opportunità di sperimentare e imparare dai propri errori.

Con i colleghi di Trivioquadrivio chiamiamo ingegnosità collettiva questa capacità del gruppo di mettere a frutto il patrimonio di intelligenza e creatività di ogni suo membro. E studiamo le particolari condizioni ambientali affinché le persone mantengano allenata questa preziosa abilità di adattamento: sebbene, infatti, le imprese siano generalmente ben fornite di tali risorse, questa capacità di apprendere, adeguando scelte e comportamenti ai rivolgimenti del contesto, non è sempre così disponibile.

Quando è necessario disporre del contributo creativo e originale delle persone, perché ogni attività risulti un’azione al servizio degli obiettivi aziendali, è necessario assicurarsi che esse siano in grado di rinnovare quotidianamente il senso del proprio agire, mantenendo e alimentando un sistema di riferimenti condiviso che permetta di agire consapevolmente in funzione degli obiettivi.

Quella che è innanzitutto necessaria, però, è una scelta di campo preliminare: bisogna decidere se si può perseverare nella rinuncia al contributo più intelligente dei propri colleghi e collaboratori rassegnandosi a mansioni, compiti e istruzioni. Deciso, d’altra parte, con tutto quello che consegue da questa scelta, che è arrivato il momento di trarre il massimo vantaggio dal contributo delle persone che lavorano per l’organizzazione, si tratta di disporsi a una prospettiva di sviluppo che faciliti l’esercizio di un’azione coordinata, consapevole e responsabile.

Dall’emporio

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