Quando la complessità è fuorilegge, un grande numero di esperienze ricche e fertili viene criminalizzato. Curiosità, pensiero critico, desiderio di esplorazione risultano penalizzati e la sperimentazione di occasioni impreviste è riservata a un ridottissimo numero di privilegiati (gli artisti, i creativi, i devianti culturali).
Per fronteggiare le questioni globali e le istanze locali con una qualche speranza di successo, è urgente intervenire massicciamente sull’immaginario contemporaneo e legalizzare la complessità.


La burocrazia ha reso fuorilegge la complessità ma è nella complessità che si trovano origine e destino di ogni organizzazione umana.
La scuola dell’obbligo ci abitua a pensare per problemi e ci rende difficile riconoscere le opportunità emergenti. Se desideriamo ottenere libero accesso alle risorse di cui disponiamo occorre recuperare il valore della divenienza e imparare a orientarci con maestria tra i paradossi, le contraddizioni, le ambiguità.

LEGALISE COMPLEXITY è il movimento di legalizzazione della complessità fondato nel 1996 da Trivioquadrivio che oggi viene celebrato in occasione del 25° anniversario della fondazione. Metodi, tecniche, strumenti per alimentare relazioni complesse, misurare gli impatti generati, favorire i cambiamenti attesi e trascinare l’intensità della vita fuori dalla clandestinità.

La campagna LEGALISE COMPLEXITY è un insieme di iniziative di sensibilizzazione e apprendimento orientate a favorire la diffusione di una consapevolezza che oggi risulta pericolosamente infrequente: la nostra vita non è complicata, è complessa.

Non si tratta di una differenza puramente linguistica, si tratta di comprendere l’urgenza di trasformare i comportamenti quotidiani per renderli adatti al contesto in cui noi tutti agiamo.

Senza questa trasformazione, le priorità globali (sostenibilità dei modelli di convivenza e di sviluppo umano) e le istanze locali (relazioni interpersonali) continueranno a venire affrontate con una strumentazione inadatta.

Quando la complessità è fuorilegge, un grande numero di esperienze ricche e fertili viene criminalizzato. Curiosità, pensiero critico, desiderio di esplorazione risultano penalizzati e la sperimentazione di occasioni impreviste è riservata a un ridottissimo numero di privilegiati (gli artisti, i creativi, i devianti culturali). Per fronteggiare le questioni globali e le istanze locali con una qualche speranza di successo, è urgente intervenire massicciamente sull’immaginario contemporaneo e legalizzare la complessità.


La burocrazia ha reso fuorilegge la complessità ma è nella complessità che si trovano origine e destino di ogni organizzazione umana.
La scuola dell’obbligo ci abitua a pensare per problemi e ci rende difficile riconoscere le opportunità emergenti.

Se desideriamo ottenere libero accesso alle risorse di cui disponiamo occorre recuperare il valore della divenienza e imparare a orientarci con maestria tra i paradossi, le contraddizioni, le ambiguità.


LEGALISE COMPLEXITY è il movimento di legalizzazione della complessità fondato nel 1996 da Trivioquadrivio che oggi viene celebrato in occasione del 25° anniversario della fondazione.
Metodi, tecniche, strumenti per alimentare relazioni complesse, misurare gli impatti generati, favorire i cambiamenti attesi e trascinare l’intensità della vita fuori dalla clandestinità.


La campagna LEGALISE COMPLEXITY è un insieme di iniziative di sensibilizzazione e apprendimento orientate a favorire la diffusione di una consapevolezza che oggi risulta pericolosamente infrequente: la nostra vita non è complicata, è complessa.

Non si tratta di una differenza puramente linguistica, si tratta di comprendere l’urgenza di trasformare i comportamenti quotidiani per renderli adatti al contesto in cui noi tutti agiamo.


Senza questa trasformazione, le priorità globali (sostenibilità dei modelli di convivenza e di sviluppo umano) e le istanze locali (relazioni interpersonali) continueranno a venire affrontate con una strumentazione inadatta.


La parola greca per “strumento” è “organon”, da cui deriva il termine “organizzazione”: LEGALISE COMPLEXITY mira a trasformare le organizzazioni che accettano la sfida della complessità per acquisire una cassetta degli attrezzi adatta alla complessità degli obiettivi che intendono raggiungere.

Uno strumento è un attrezzao che “serve a”. Il senso (ragion d’essere) di uno strumento è la sua subordinazione a uno scopo preciso, prevedibile, misurabile. L’insieme degli strumenti offerti da Trivioquadrivio serve a legalizzare la complessità allo scopo di valorizzare/aumentare il patrimonio di ingegnosità di cui il gruppo (organizzazioni) e la persona (liberi professionisti/cittadini) dispone.

Consulting

Train the learners

Train the trainers


La parola greca per “strumento” è “organon”, da cui deriva il termine “organizzazione”: LEGALISE COMPLEXITY mira a trasformare le organizzazioni che accettano la sfida della complessità per acquisire una cassetta degli attrezzi adatta alla complessità degli obiettivi che intendono raggiungere.


Uno strumento è un attrezzo che “serve a”. Il senso (ragion d’essere) di uno strumento è la sua subordinazione a uno scopo preciso, prevedibile, misurabile. L’insieme degli strumenti offerti da Trivioquadrivio serve a legalizzare la complessità allo scopo di valorizzare/aumentare il patrimonio di ingegnosità di cui il gruppo (organizzazioni) e la persona (liberi professionisti/cittadini) dispone.

Consulting

Train the learners

Train the trainers

Drive

Guidare se stessi per orientare gli altri

Collaborate

È l’altruismo che rende un gruppo più capace

Play seriously

Se non pensi con le mani pensi male

Impact

La sostenibilità è una derivata dell’impatto

Change

Chiediti quanto sei omeoretico


Ogni volta che si utilizza una cassetta degli attrezzi adatta ai sistemi complicati o semplici per fronteggiare le difficoltà che circolano nei sistemi complessi, si generano diverse conseguenze indesiderate: frustrazione (di frequente accompagnata da rabbia) – mentre la soluzione sfugge, aumenta il disappunto per l’inefficacia dell’azione propria e dei collaboratori; colpevolizzazione (finger pointing) – si cerca qualcuno cui addossare la colpa del mancato raggiungimento dei risultati attesi; disattenzione (ricordiamoci che Talete cadde nel pozzo) – concentrati sulla ricerca della soluzione, ci facciamo sfuggire segnali deboli e pattern emergenti che potrebbero condurre alla dissoluzione definitiva delle difficoltà che si fronteggiano; permanenza nell’ignoranza (non sapere d’ignorare) – non si coglie l’opportunità di apprendere grazie alla esplorazione dei nessi non causali e indiretti tra i fenomeni analizzati.

Il consulente cui le aziende sono abituate funzionava in un mondo prevedibile, ricco e complicato. Il nostro mondo è incerto, afflitto dalla scarsità di risorse e complesso. Il processo di legalizzazione della complessità aziendale ha bisogno di una figura che sappia presidiare il processo di depenalizzazione della complessità fondato su tre passaggi: confidenza, fiducia, consapevolezza.

Confidenza

Accesso al vocabolario della complessità, approssimazione ai cardini della complessità: contraddizioni, paradossi, ambiguità, ambivalenze, imprevedibilità, indecisioni, sperimentazioni, fallimenti, apprendimento continuo.

Fiducia

Esperienza diretta delle difficoltà e della efficacia di una corretta circolazione dei feedback. Attraverso esercizi dedicati e un’attenta gestione di apprendimenti peer-to-peer, s’impara a trasformare il feedback nello strumento cardinale dell’azione organizzativa.

Consapevolezza

Al termine del percorso ciascun collega diviene un legalizzatore della complessità e agisce in piena sostituzione del consulente, cui chiede saltuariamente suggerimento. L’impresa si popola di ingegnosi d’azienda.


Ogni volta che si utilizza una cassetta degli attrezzi adatta ai sistemi complicati o semplici per fronteggiare le difficoltà che circolano nei sistemi complessi, si generano diverse conseguenze indesiderate: frustrazione (di frequente accompagnata da rabbia) – mentre la soluzione sfugge, aumenta il disappunto per l’inefficacia dell’azione propria e dei collaboratori; colpevolizzazione (finger pointing) – si cerca qualcuno cui addossare la colpa del mancato raggiungimento dei risultati attesi; disattenzione (ricordiamoci che Talete cadde nel pozzo) – concentrati sulla ricerca della soluzione, ci facciamo sfuggire segnali deboli e pattern emergenti che potrebbero condurre alla dissoluzione definitiva delle difficoltà che si fronteggiano; permanenza nell’ignoranza (non sapere d’ignorare) – non si coglie l’opportunità di apprendere grazie alla esplorazione dei nessi non causali e indiretti tra i fenomeni analizzati.

Il consulente cui le aziende sono abituate funzionava in un mondo prevedibile, ricco e complicato. Il nostro mondo è incerto, afflitto dalla scarsità di risorse e complesso. Il processo di legalizzazione della complessità aziendale ha bisogno di una figura che sappia presidiare il processo di depenalizzazione della complessità fondato su tre passaggi: confidenza, fiducia, consapevolezza.

Confidenza

Accesso al vocabolario della complessità, approssimazione ai cardini della complessità: contraddizioni, paradossi, ambiguità, ambivalenze, imprevedibilità, indecisioni, sperimentazioni, fallimenti, apprendimento continuo.

Fiducia

Esperienza diretta delle difficoltà e della efficacia di una corretta circolazione dei feedback. Attraverso esercizi dedicati e un’attenta gestione di apprendimenti peer-to-peer, s’impara a trasformare il feedback nello strumento cardinale dell’azione organizzativa.

Consapevolezza

Al termine del percorso ciascun collega diviene un legalizzatore della complessità e agisce in piena sostituzione del consulente, cui chiede saltuariamente suggerimento. L’impresa si popola di ingegnosi d’azienda.

Per trasformare la complessità in valore occorre:

Aumentare l’ingegnosità collettiva

Misurare l’impatto delle azioni

Presidiare il cambiamento generato

L’ingegnosità è il prodotto ibrido di una proficua equazione: intelligenza + creatività = ingegnosità. Questa equazione è possibile pensando alle intelligenze al plurale (con riferimento al pensiero di Howard Gardner) e alla creatività come “bisociazione” fra ambiti diversi (come tematizzata da Arthur Koestler). L’ingegnosità, soprattutto quando diventa collettiva, è la più preziosa risorsa al servizio delle organizzazioni per il loro sviluppo profittevole. Al tempo stesso, rappresenta la più efficace risposta alle sollecitazioni un contesto socio-economico globale mai così complesso, interconnesso e in rapido cambiamento.


Per introdurre la misurazione d’impatto occorre porsi delle domande preliminari:

1) Qual è la decisione che la misurazione d’impatto dovrebbe supportare?
2) Qual è la corretta definizione del fenomeno misurato in termini di conseguenze osservabili?
3) Qual è l’esatta rilevanza di questo fenomeno rispetto alla decisione che deve essere assunta?
4) Quanto ne sai del fenomeno? – qual è il tuo attuale livello d’incertezza?
5) Qual è il valore delle informazioni addizionali che otterrai misurando il fenomeno?


Se non possiamo identificare una decisione che potrebbe venire influenzata dalla misurazione proposta né come la misurazione potrebbe cambiare tale decisione, allora la misurazione è semplicemente priva di valore. La d
istinzione terminologica è decisiva e riguarda la tensione tra incertezza e rischio.


Per introdurre la misurazione d’impatto occorre porsi delle domande preliminari:

1) Qual è la decisione che la misurazione d’impatto dovrebbe supportare?
2) Qual è la corretta definizione del fenomeno misurato in termini di conseguenze osservabili?
3) Qual è l’esatta rilevanza di questo fenomeno rispetto alla decisione che deve essere assunta?
4) Quanto ne sai del fenomeno? – qual è il tuo attuale livello d’incertezza?
5) Qual è il valore delle informazioni addizionali che otterrai misurando il fenomeno?


Se non possiamo identificare una decisione che potrebbe venire influenzata dalla misurazione proposta né come la misurazione potrebbe cambiare tale decisione, allora la misurazione è semplicemente priva di valore. La d
istinzione terminologica è decisiva e riguarda la tensione tra incertezza e rischio.

Ascolta Leonardo Previ, presidente di Trivioquadrivio e animatore della campagna LEGALISE COMPLEXITY raccontare i vantaggi della complessità legalizzata, in un podcast gratuito di 10 episodi

Ascolta Leonardo Previ, presidente di Trivioquadrivio e animatore della campagna LEGALISE COMPLEXITY raccontare i vantaggi della complessità legalizzata, in un podcast gratuito di 10 episodi