Nelle slide la complessità ha una brutta fama. È il momento in cui un problema diventa «sistemico», dove le cause si moltiplicano e le responsabilità si distribuiscono. Così impariamo a evitarla.
Noi facciamo il contrario. Quando un cliente arriva con un dossier di complessità, per prima cosa gli chiediamo di disporne i pezzi sul tavolo. Poi li tocchiamo, li spostiamo, li rimettiamo insieme. Serve a poco spiegare la complessità; serve abitarla. E per abitarla bisogna averne una mappa condivisa.
Tre mosse che proviamo sempre
- Rallentare. La complessità corre più veloce di noi solo quando smettiamo di guardarla.
- Materializzare. Oggetti, carta, modellini: il pensiero si fa più preciso quando passa dalle mani.
- Chiedere chi manca. Nessuna mappa è completa finché non include la voce che non era invitata.
Non è una ricetta. È una postura. E si impara solo facendola.